Era il maggio 2018 quando avevo letto tutto d’un fiato il libro “Digiuno secco” del professor Filonov. Non avevo ancora finito di leggerlo che, entusiasta, scrissi immediatamente alla traduttrice Vera Bani che desideravo assolutamente avere un’intervista del professore sulla mia rivista IMMUNOREICA Magazine. Non poteva rimanere nascosta una cosa del genere.

Così, grazie all’intermediazione di Vera, ho potuto regalare una sua lunga intervista ai miei abbonati, di cui qui ne leggerai una parte.

Voglio darti un assaggio di quanto può essere affascinante il mondo del digiuno, tanto da catapultarti velocemente in un mondo parallelo.

[Segue dalla parte 1]

Il digiuno terapeutico: vorrei che illustrasse i principi naturali, i meccanismi con cui agisce e sui quali agisce. Ovviamente toccando brevemente quelli che per lei sono i punti più salienti.

I meccanismi che innesca il digiuno terapeutico sono stati approfonditamente studiati dall’accademico Ju.S. Nikolaev e da altri illustri studiosi che nelle loro ricerche hanno dimostrato che il digiuno completo con perdita di peso fino al 20-25% (secondo alcuni autori, anche fino al 40-45%) del peso iniziale è completamente reversibile, e che durante il digiuno avviene un processo di adattamento dell’organismo all’alimentazione endogena, vale a dire alla nutrizione tramite le riserve interne che comprendono non solo i tessuti grassi, ma anche quelli patologicamente modificati (vari infiltrati infiammatori, aderenze, cicatrici, tumori benigni, ecc.).

Come è noto, la scomposizione del grasso in assenza di carboidrati è resa difficile (“i grassi bruciano nel fuoco dei carboidrati”). Ne consegue che si formano i prodotti acidi della combustione incompleta del grasso cioè acetone, acido acetoacetico e beta-idrossibutirrico, che portano alla comparsa di acidosi. Tuttavia, grazie a una serie di meccanismi protettivi, l’equilibrio acido-base del sangue durante il digiuno cambia relativamente poco e l’acidosi nell’uomo ha un carattere compensativo.

Il periodo di compensazione dell’acidosi è stato definito “crisi acidotica”. Quest’ultima si basa su uno dei principali meccanismi di passaggio alla nutrizione endogena. L’essenza di questa ristrutturazione sta nella comparsa della sintesi del glucosio a partire dal grasso, cosa che in caso di alimentazione normale non è tipica per gli esseri umani, poiché i carboidrati provengono dal cibo in quantità sufficiente. Dopo tale adattamento alla nutrizione endogena, una persona può astenersi dal cibo e vivere senza conseguenze dannose fintanto che ha a sua disposizione risorse energetiche.

Durante un digiuno, specialmente secco, si verifica un potente processo di disintossicazione, cioè di eliminazione delle sostanze tossiche sia esogene (provenienti dall’esterno) come per esempio nitrati e pesticidi, sia endogene (formate dall’organismo stesso) che inibiscono il metabolismo intracellulare.

Durante il digiuno, tutti i sistemi escretori del corpo (fegato, reni, polmoni, pelle) funzionano in modo molto efficace e questo spiega l’odore sgradevole che emanano la pelle e l’alito, la presenza della patina sulla lingua. Solo attraverso i polmoni vengono rilasciate circa 150 diverse tossine allo stato gassoso. Ma la cosa più importante secondo la mia esperienza sono tre meccanismi: la formazione di cellule staminali, l’autofagia e l’apoptosi.

Cellule staminali

Contando il numero di cellule staminali prima dell’inizio di un digiuno di sette giorni, all’uscita dal digiuno e dopo una e dopo due settimane dalla fine della pratica, si è scoperto che verso la fine dei sette giorni di digiuno il numero di cellule staminali nel sangue era diminuito. Ma dopo una settimana dall’uscita del digiuno il loro numero era raddoppiato, e dopo due settimane era addirittura triplicato rispetto al numero di cellule misurate prima dell’inizio della pratica.

Per la prima volta si era riusciti a dimostrare che il digiuno favorisce il rilascio di cellule staminali nel sangue, cioè la stimolazione dei processi fisiologici di rigenerazione e crescita delle strutture proteiche. Si scopre che grazie al digiuno e alla sua capacità di stimolare la crescita delle cellule staminali si possono guadagnare 15-25 anni di vita!

L’organismo stesso sarebbe dunque in grado di crearsi una propria Banca di cellule staminali che da alcuni mesi a un anno fungerebbe da personale Riserva genetica di salute, così necessaria per il potenziale vitale. Potenzialmente quindi ci si porterebbe dietro tutto il necessario per stare bene e essere in attività.

Durante un digiuno a lungo termine, il corpo viene profondamente depurato e ripulito di tutte le sostanze superflue, delle cellule vecchie e comunque destinate a morire. Ne consegue che nei “tessuti” si formano “case” libere per le cellule staminali. E se ci sono “case” si dovranno trovare anche nuovi inquilini. Le cellule staminali vengono rilasciate nel sangue, e diffuse in tutto l’organismo, contribuendo al suo rinnovamento.

I dati sperimentali ottenuti hanno confermato per la prima volta la convenienza biologica di questo fenomeno. Ecco perché il digiuno guarisce molte malattie, e con l’aiuto di questo meccanismo porta ad un evidente ringiovanimento del fisico e alla guarigione dell’organismo.

Autofagia

Nel 2016, lo scienziato giapponese Esinori Osumi ha ricevuto il premio Nobel in Fisiologia e Medicina per le sue ricerche nel campo dei processi di autofagia nei lieviti alimentari. Nel corso della ricerca, è emerso che i periodi di digiuno hanno un effetto positivo sul rinnovo cellulare e aiutano a rallentare il processo di invecchiamento.

Il processo di riciclaggio e utilizzo delle parti non necessarie della cellula è chiamato “autofagia”, termine formato da due parole greche, che insieme vengono tradotte come “auto-mangiarsi”. Grazie al meccanismo dell’autofagia, le cellule si liberano degli organelli non necessari mentre l’organismo si sbarazza delle cellule morte o alterate. In seguito, le cellule che hanno completato il loro ciclo di vita verranno utilizzate per la costruzione di nuovi elementi.

Più di 60 anni sono passati dalla scoperta di questa capacità delle cellule, e solo di recente Esinori Osumi, compiendo i suoi studi sull’autofagia nel lievito alimentare, è stato in grado di determinare l’insieme dei geni responsabili di essa. È risultato che questi geni esistono non solo nel lievito, ma anche nella maggior parte degli organismi viventi, inclusi gli esseri umani.

In generale l’autofagia è responsabile della capacità dell’organismo di rinnovarsi, combattere le infezioni e rimuovere le tossine. Varie malattie, tra cui il cancro, il diabete di tipo II e il morbo di Alzheimer, sono causate dall’alterazione dei processi di autofagia cellulare. È noto che, in caso di infezione, la cellula cerca di “digerire” i batteri responsabili usando gli stessi meccanismi e le proteine con cui si rinnova essa stessa. Quando si rinuncia al cibo, il livello di glucosio nel sangue diminuisce, il che significa che diminuisce anche la produzione di insulina, responsabile del suo trasporto nei tessuti.

Per l’organismo umano questo è un segnale che l’apporto di nutrienti si è fermato ed è necessario passare alla modalità di sopravvivenza: inizia così la produzione di “glucagone”. La funzione principale di questo ormone è stimolare l’autofagia, reazione protettiva del corpo finalizzata ad attivare il meccanismo di rielaborazione delle cellule “in prepensionamento” per ottenere sostanze nutritive “dall’interno”.

Autoptosi

L’apoptosi è una morte cellulare programmata, un processo geneticamente controllato e energeticamente dipendente che viene attivato da specifici segnali e aiuta l’organismo a liberarsi dalle cellule indebolite, inutili o danneggiate. Ogni giorno circa il 5% delle cellule è sottoposto ad apoptosi e nuove cellule prendono il posto delle vecchie. Nel processo di apoptosi, la cellula scompare senza lasciare traccia entro 15-120 minuti.

Nell’apparato genetico di organismi multicellulari – animali, piante e funghi – è incorporato questo programma di morte cellulare. Nel suo sviluppo normale, questo programma è finalizzato alla rimozione di cellule formatesi in eccesso, di cellule “disoccupate” o anche “pensionate” che hanno smesso di impegnarsi in lavori socialmente utili. Un’altra importante funzione della morte cellulare è la rimozione delle cellule “disabili” e delle cellule “dissidenti”, aventi gravi compromissioni della struttura o della funzione dell’apparato genetico.

In particolare, l’apoptosi è uno dei principali meccanismi per l’autoprofilassi dei tumori benigni, delle formazioni cistiche e delle malattie oncologiche. Se la capacità apoptotica di una cellula è danneggiata, si verificano fenomeni di aplasia e processi degenerativi, così come deformità con difetti dei tessuti e, in caso di indebolimento generale dell’immunità dell’organismo, processi autoimmuni, tumori e invecchiamento precoce. Ci sono, per esempio, ragioni abbastanza serie per credere che a un’apoptosi patologica siano associate malattie pericolose come l’anemia aplastica, l’artrite reumatoide, la sclerosi laterale amiotrofica, il morbo di Alzheimer, l’AIDS, ecc.

Durante un digiuno da un lato si rinvigorisce il processo fisiologico dell’apoptosi che porta al rinnovamento e al ringiovanimento del corpo grazie all’eliminazione delle cellule vecchie, malate e alterate. D’altra parte, vengono eliminati i meccanismi patologici dell’apoptosi stessa che portano a invecchiamento precoce, malattie oncologiche, ecc.


Vuoi leggere l’intervista completa? Puoi trovarla nei numeri di Dicembre 2018 e Marzo 2019 della rivista IMMUNOREICA Magazine.

Leggendo il suo libro e cercando di applicare al 100% le sue indicazioni, mi sono scontrata sull’impossibilità di poterle applicare in un ambiente quotidiano. Tra tutte ce ne sono alcune fondamentali che tutti dovrebbero rispettare a prescindere da qualsiasi cosa?

Per ottenere un eccellente effetto curativo da un digiuno umido o secco, ad esso ci si deve adeguatamente preparare. Un digiuno secco è come un’operazione, non ci si può arrivare impreparati. Innanzitutto si deve provvedere a una pulizia di buona qualità dell’organismo, che viene effettuata 2-3 mesi prima dell’inizio della pratica di digiuno ed è finalizzata a liberare l’organismo dalle esotossine e dalle endotossine.

Per processo di pulizia si intende l’effettuazione di procedimenti depurativi e l’assunzione di una corretta alimentazione a base di prodotti freschi e preparati senza fritture. Una pregressa alimentazione corretta e di buona qualità consentirà al corpo di accumulare l’energia vitale necessaria per la pratica successiva di digiuno e di creare le condizioni ottimali per la pulizia efficace del tratto gastrointestinale.

La pulizia di intestino e fegato è fondamentale nella pratica di digiuno perché in un colon non depurato, a seguito dei processi enzimatici di decomposizione delle feci, si forma una massa di gas velenosi (indolo, pattolo, idrogeno solforato e altri) che, assorbiti nel sangue, circolano nell’organismo provocando gravi intossicazioni e poi, in forma di alito e odori corporali sgradevoli, vengono espulsi attraverso i polmoni e la pelle.

L’escrezione di endotossine attraverso la pelle è la principale causa di neurodermatite ed eczema. Facendo una pratica di digiuno con un intestino non ripulito, una persona sperimenta solo tormento e debolezza e non coglierà alcun miglioramento nemmeno durante i giorni di digiuno.

Invece, dopo una corretta preparazione preliminare, l’uscita delle endotossine successivamente non sarà così massiccia, e si potrà poi procedere serenamente a passare digiuni idrici di allenamento prima di cominciare una pratica di digiuno secco vero e proprio.
 
Ricordate:

  • Non iniziate mai a pulire l’intestino e il fegato, senza aver prima cambiato la qualità della vostra alimentazione e le modalità di preparazione dei cibi
  • Non iniziate alcun digiuno senza aver pulito preventivamente l’intestino e il fegato
  • Non praticate mai un digiuno secco se prima non avete fatto allenamenti con digiuno idrico o almeno umido
  • Per ottenere il massimo beneficio dal digiuno è importante che esso sia regolare e che i periodi di digiuno aumentino gradualmente
  • L’uscita dal digiuno per importanza rappresenta il 70% del risultato terapeutico e dovrebbe essere effettuata con molta attenzione per evitare di rovinare i conseguimenti ottenuti durante la pratica di digiuno

Le radiazioni. Come il digiuno interviene sul ripristino dei danni, e quali altre prospettive dà il digiuno in un mondo in cui le radiazioni sembrano diventare fonte inevitabile di pericolo?


Vuoi leggere l’intervista completa? Puoi trovarla nei numeri di Dicembre 2018 e Marzo 2019 della rivista IMMUNOREICA Magazine.

Traduzione a cura di Vera Giovanna Bani

[Continua nella parte 3…]


Sergej Filonov

Sergej Filonov

Nato nella regione dell’Altaj in una famiglia di medici. Madre e sorella maggiore sono pediatre. Un amico di famiglia con cancro ha dato la svolta ai suoi studi. Iniziò ad approfondire la medicina alternativa e si laureò con l’intento di non prescrivere mai farmaci.

Si specializzò sin da subito in digiuno terapia seguito direttamente dal professor Ju. S. Nikolaev con il quale costruì un reparto di digiuno terapia presso il sanatorio di Gorjačinsk, nella Repubblica di Burjatija, sulle rive del sacro lago Bajkal. Successivamente si unì al reparto di digiunoterapia di San Pietroburgo, guidato dal professor Aleksej Nikolaevič Kokosov.

È ormai da più di 20 anni che si occupa di digiuno terapeutico, e ha assistito centinaia di pazienti.


Vera Bani

Vera Giovanna Bani (traduttrice)

Nata a Treviso nel 1964, laureata in lingua e letteratura russa all’Università Cà Foscari di Venezia nel 1991 e nel 1992 si è trasferita a Mosca (Federazione Russa) dove vive tutt’oggi.

Attualmente insegna italiano alla facoltà di scienze economiche e sociali dell’Accademia Nazionale R.A.N.E.P.A. di Mosca e nel tempo libero si occupa di progetti culturali volti a divulgare in Italia le opere di pensatori russi contemporanei.

È rappresentante in Italia di Vadim Zeland, autore dei libri sul Transurfing di cui ha curato le traduzioni italiane, del matematico prof. Anatolij Formenko, autore della teoria “Nuova Cronologia” e del dottor Filonov “Digiuno Secco”. Sui suoi lavori si vedano i siti russiainedit.it e siberika.it.

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