“Il digiuno fa male”. È questo il mantra di molti nutrizionisti.

Per milioni di anni l’essere umano è sopravvissuto mangiando abbondantemente ma con una frequenza molto ridotta, anche ogni 1-2 settimane, periodo che intercorreva tra una caccia grossa e l’altra.

Azzardo a dire che se non ci fosse stato “il gene del digiuno” ci saremmo estinti da molto tempo.

Eravamo in fondo alla catena alimentare: era più facile che venissimo mangiati dai grandi carnivori della savana che non riuscissimo a mangiare noi qualcosa. In fondo, quale potenziale competitivo poteva avere una scimmia nuda e senza artigli?

Abbiamo essenzialmente prima imparato a digiunare e poi a nutrirci. Ora invece…

Com’è che adesso non possiamo fare a meno di mangiare?

Siamo in una società bulimica ossessionata dal cibo: mangiamo circa il 300% del nostro fabbisogno energetico reale. Il che vuol dire che arriveremo a compensare quello che mangiamo solo digiunando 2 giorni su 3. E invece mangiamo ogni 3 ore, sennò il calo glicemico…

Abbiamo strutturato tutta la nostra esistenza e la nostra economia in modo che il cibo non ci mancasse mai (è per questo che abbiamo inventato l’agricoltura e i frigoriferi). La nostra paura di restare senza cibo ci ha fatto ammalare di cibo. Attualmente muoiono più persone per eccesso di cibo che non per una sua carenza.

E non siamo noi ad ammalarci, ma anche l’ambiente. Mangiamo più di quanto l’ambiente sia in grado di sostenere, come le cavallette in Egitto o i conigli in Australia. Stiamo devastando il nostro pianeta. È per questo che sempre più ambienti naturali muoiono per essere sostituiti da ambienti artificiali (campi di grano e legumi prendono lo spazio di boschi e foreste) per sfamarci, e con la scomparsa degli ambienti naturali muoiono con essi anche gli animali che li popolano.

Spesso titoli sensazionalistici ci dicono che nel prossimo futuro la Terra non sarà in grado di dare da mangiare a tutta la popolazione umana mondiale. Assurdo: non siamo troppi, ma mangiamo troppo e consumiamo troppo.

Siamo l’unica specie animale che è riuscita ad uscire dall’equilibrio naturale. Non esistono specie in Natura che siano in numero superiore alla capacità dell’ambiente di sostentarle.

Come si può quindi tornare a digiunare?

A parte il tipo di cibo che ingeriamo – che genera dipendenza non nutrendo minimamente il nostro corpo e portandolo costantemente a richiederne sempre di più – il problema è determinato da una scala di valori errata e dall’attribuzione al cibo di una valenza non strettamente legata alla sua funzione meramente biologica: viviamo per mangiare e non mangiamo per vivere.

Senza fare per forza appello ai nostri antenati più lontani, molte religioni contemplano periodi di digiuno più o meno brevi nell’arco dell’anno: la religione ortodossa arriva ad un totale di 180 giorni di digiuno all’anno tra digiuni settimanali, quaresime e altri digiuni sparsi qua e là. Il che vuol dire che metà dell’anno non si mangia: 6 mesi!

Il mito dei 5 pasti al giorno è molto recente. Fino alla fine dell‘800, ad esempio, la colazione non esisteva e normalmente la popolazione, per lo più contadina, mangiava un pranzo frugale per spezzare la giornata nei campi e mangiava il pasto principale la sera al ritorno a casa.

Esatto: un pasto e mezzo al giorno.

Con l’inizio del secolo è stato introdotto il terzo pasto: la colazione. Con il tempo questo è diventato il “pasto più importante della giornata” e, grazie ad un processo quasi ipnotico, ci crediamo ancora adesso.

Ma voglio che tu sappia una cosa: è tutto partito da una campagna pubblicitaria di una nota marca di cereali (proprio come il Babbo Natale rosso è dovuto alla pubblicità della Coca Cola). Per quanto possa essere assurdo, attualmente quella campagna pubblicitaria condiziona i libri di testo sulla nutrizione umana.

Il potere terapeutico del digiuno

Per chi conosce come funziona il corpo, il potere del digiuno non viene messo in discussione, e quindi è importante partire da queste basi per capirne il reale valore per il corpo.

Il nostro organismo ha 3 funzioni principali:

  1. Relazione/interazione. Tutti i microrganismi con cui veniamo in contatto vengono passati in rassegna per la valutazione: sono amici o sono nemici (iper-semplificando il concetto, ovviamente)? Questo meccanismo è fondamentale per instaurare processi di mutuo aiuto tra organismi di varia natura, e molti di questi sono diventati parte integrante del nostro corredo cellulare.
  2. Digestione. Anche i cibi vengono selezionati per l’assorbimento e per l’espulsione in base a come li percepisce il corpo se “ostili” o idonei. Il 70% del nostro Sistema Immunitario è preposto a gestire il delicato equilibrio tra la nostra flora intestinale, il cibo e il nostro organismo.
  3. Pulizia. Questa è la funzione principale del nostro organismo, e infatti è svolta proprio dal Sistema Immunitario costantemente distratto dal processo digestivo. Diciamo che è come una vecchia casalinga che gli piace avere casa sempre pulita.

Queste 3 funzioni si sommano durante la giornata e, quando il corpo non riesce a svolgerne qualcuna, la lascia per il giorno dopo o il giorno dopo ancora o il giorno dopo ancora. Il lavoro si accumula, le pulizie vengono fatte sempre meno frequentemente. Quella che era una casa pulita e ordinata diventa un caos incredibile che si traduce in malattia.

Questo avviene essenzialmente perché la digestione, dove impegniamo il corpo circa 5 volte al giorno e talvolta anche di più, è il processo più dispendioso per il corpo a livello energetico, sottraendo risorse a tutte le altre funzioni del corpo e della mente.

Infatti il massimo di lucidità mentale lo raggiungiamo proprio a digiuno. Peccato però che molti non sanno più neanche cosa voglia dire avere lo stomaco vuoto. E anche questo ce lo insegna la storia: saremmo estinti se durante il digiuno non avessimo avuto la prontezza e la forza di cacciare.

A quali tipi di pulizie è predisposto il nostro corpo?

  • Detossificazione. Il corpo produce e introduce costantemente tossine che devono essere smaltite il più velocemente possibile. Se vengono espulse più tossine di quante ne entrano, il corpo resta in ordine e in equilibrio. Se invece vengono espulse più lentamente, si accumulano di continuo e diventa tutto una discarica.
  • Smaltimento/smistamento: ogni giorno cellule muoiono, cellule invecchiano, cellule si rompono. Tutte queste cellule vengono meticolosamente etichettate e distrutte allo scopo di riciclo per cui i loro materiali vengono riutilizzati per “nutrire” le cellule sane e non disperdere le risorse verso cellule ormai improduttive (processo molto simile a quello che fanno gli alberi in autunno con le foglie).

Cosa accade se questi processi non avvengono?

La quantità di tossine che va ad accumularsi genera un numero sempre crescente di cellule che non funzionano correttamente, e non c’è niente che riesce a smaltirle nel modo giusto. Questo si traduce in un’incapacità di riconoscere correttamente i tessuti da smaltire da quelli sani e i propri reali nemici (malattie autoimmuni) e un accumulo di cellule danneggiate il cui comportamento anomalo può degenerare in tumori.

Ed ecco qui spiegata la base di tutte le malattie che affliggono la nostra epoca e che uccidono più persone dei peggiori dittatori della storia.

Questi meccanismi insieme fanno parte di quella che è la capacità più formidabile del nostro corpo: l’autoguarigione.

In una società in cui le radiazioni e l’inquinamento faranno sempre più danni a livello cellulare, il digiuno è l’arma più potente che abbiamo, e fa parte del nostro corredo storico e genetico, senza ulteriori aggiunte o aiuti esterni.

Le pratiche di digiuno sono tornate di moda in molti modi, ma spesso rese più accettabili dall’introduzione di bibitoni o integratori. Quello non è digiuno, al massimo possiamo chiamarlo “detossificazione”.

Esistono solo 2 tipi di digiuno: con acqua (e basta) e senz’acqua. Stop.

Tutti gli altri sono solo dei tentativi maldestri di mimare il digiuno.

Il digiuno, così come Natura comanda, è stato divulgato solo in Russia durante il regime sovietico. Con la caduta del muro di Berlino, quelle che erano state le conquiste sanitarie fatte dal digiuno sono state schiacciate dal capitalismo farmaceutico occidentale, relegando questa pratica a poche cliniche private.

Il digiuno, nella sua forma più naturale, ha delle caratteristiche alle quali queste forme di “digiuno alternativo” possono solo avvicinarsi. Forse per il cambio metabolico che inducono, ma nella loro completezza i processi scatenati dal digiuno possono essere indotti solo dal digiuno.

Mentre noi durante il digiuno smettiamo di nutrirci e idratarci, il corpo non smette mai di farlo (per ogni chilo di grasso abbiamo circa 1,5 litri di acqua, la più pura alla quale possiamo attingere – attivando un’alimentazione endogena, per cui comincia ad auto-digerirsi.

Così le prime strutture/tessuti/cellule/organelli che vengono “mangiati” sono proprio quelli che devono essere smaltiti e riciclati in un meccanismo di efficienza quasi perfetta che permette al corpo di sostenersi nei periodi di carestia e di rinforzarsi digiuno dopo digiuno. Solo le migliori cellule sopravvivono, solo quelle più forti hanno il diritto di proliferare. Le altre, messe in condizioni estreme, muoiono.

Quindi, alla fine, vogliamo veramente una soluzione a problemi di salute, problemi eco-nomici e problemi eco-logici?

Il digiuno è la risposta. Eco-sostenibile e salutare.

Ahimè, troppo difficile da attuare per la maggior parte della popolazione mondiale, schiava di un cibo non nutriente e cieca di fronte alle conseguenze che deriveranno da questo consumo massivo e convulso di cibo-non-cibo.

Difficile da attuare quando le dinamiche economiche mondiali spingono al consumismo sfrenato per alimentare un’economia malata. Dove il digiuno è associato a povertà, deprivazione, malattia (“Non mangi? Stai poco bene?”). Dove se sei magro sei malato, se sei grasso sei in salute, se quando stai male ti passa l’appetito ti costringono a mangiare dicendoti che così ti riprendi prima. Dove il digiuno prolungato è spesso associato alla morte.

Difficile in una società in cui non si valutano le conseguenze nel lungo periodo. Pensiamo che le nostre scelte di oggi non ci toccano, e che non vivremo abbastanza per vedere la degenerazione apocalittica di cui si parla, ma tutto ciò che riversiamo nell’ambiente ritorna a noi sotto forma di salute o malattia. E le condizioni in cui viviamo sono date dal menefreghismo delle generazioni passate.

Il risultato che stiamo pagando oggi viene amplificato generazione dopo generazione a una velocità sempre più grande. E non ricade più sulle generazioni future, come egoisticamente ci aspettavamo, ma sta ricadendo sulla nostra vecchiaia… e sempre di più sulla nostra giovinezza.

Non abbiamo valutato correttamente le conseguenze delle nostre scelte. Ma siamo ancora in tempo.

Ethel Cogliani

Biologa nutrizionista specializzata nel trattamento delle malattie autoimmuni, croniche e infiammatorie. Ideatrice del protocollo IMMUNOREICA. Autrice dei libri "Dietro la Malattia" e "Tiroide X-Files". Editrice e redattrice della rivista IMMUNOREICA Magazine, la prima rivista dedicata all'approccio funzionale delle Malattie Autoimmuni.

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